giovedì 8 gennaio 2015

Consiglio comunale del 20 dicembre 2014. Il brogliaccio scomodo e l'assenza di Pino Marasco.

Nicotera. Un brogliaccio scomodo. Durante l’ultimo consiglio comunale tutto, o quasi, centrato su questioni di bilancio, il sindaco ha garbatamente ma duramente redarguito il segretario comunale Vincenzo Calzone per aver consegnato alle forze dell’ordine il “brogliaccio”, in sostanza il verbale, della penultima assise comunale del 7 dicembre. Quest’ultima aveva avuto ad oggetto i recenti fatti di cronaca criminale avvenuti a Nicotera, ed i  particolare la rapina subita dai fratelli Battaglia e gli atti di vandalismo contro l’ITIS. Il sindaco, nel consiglio tecnico del 20 dicembre, ha dichiarato che non aveva potuto esimersi in quella sede, in qualità di amministratore, «dal raccogliere il grido di dolore della città», che si leverebbe alto in ragione dell’impunità di tali atti, con riferimento a diversi altri eventi. In quel famoso consiglio, come da atti sull’albo pretorio, si parlò si «assuefazione» a simili eventi da parte della città, asseritamente in «disarmo». E’ stata, altresì,  denunciata la «naturalezza, semplicità» di tali atti criminosi, adoperando a corredo della riflessione una citazione tratta dalle Storie dello storico romano Tito Livio: «mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata». Questi solo alcuni dei punti caldi della denuncia dell’amministrazione. Comunque sia, nel consiglio di sabato venti, il sindaco ha, stranamente, da un lato rimarcato come «non si sia rivolto ad un soggetto istituzionale ben definito», nell’operare quelle dure critiche citate, ma nel contempo ha citato copiosa giurisprudenza definita «consolidata», la quale destituirebbe di ogni valore giuridico, soprattutto in sede penale, il brogliaccio. Brogliaccio, che alla luce di altrettante sentenze, il segretario a detta del primo cittadino  non avrebbe dovuto consegnare alle forze dell’ordine, in ragione del fatto che «solo un ordine della magistratura» avrebbe potuto imporlo. Pertanto, quanto richiesto dalle forze dell’ordine non sarebbe stato legittimo, ma non è tanto questo che importa. Ciò che è da annotare è, per l’appunto, il bisogno di spiegare che nel consiglio del 7 dicembre non ci sarebbe stato riferimento alcuno a «soggetti istituzionali definiti», tradotto i carabinieri, e nel contempo addurre sentenze a sostegno del fatto che il brogliaccio del consiglio non avrebbe forza incriminante. I maligni potrebbero pensare a “politichese” puro, famoso idioma italico. L’ultima questione da sottolineare è l’assenza, che non può passare sottotraccia, dell’assessore al bilancio Pino Marasco. Assenza che sembrerebbe, almeno nell’imminenza del consiglio, non giustificata. Atteso che l’oggetto del medesimo, convocato in seduta straordinaria e non aperta al pubblico, era appunto il bilancio, qualche chiarimento sul punto sarebbe opportuno, qualora ovviamente il primo cittadino dovesse superare il periodo di “sospensione”. Ciò sulla scorta del fatto che l’approvazione del bilancio è forse l’atto politicamente più impegnativo di un consiglio, in termini di fiducia e responsabilità.
Francesco Tripaldi


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