Nicotera.
Avvicendamento di sacerdoti nella parrocchia della frazione di Badia. Don
Bernardino, infatti, lascerà per andare a Dasà. Alcuni rumors vorrebbero la
sostituzione del giovane parroco, che reggeva anche l’oratorio “Don Staropoli”
di Nicotera, a causa di uno scontro con
Don Francesco Vardè, della chiesa Concattedrale. Questo dissidio interno alla
chiesa nicoterese sarebbe maturato ed esploso proprio all’interno
dell’oratorio, asseritamente a causa di divergenze di idee sulla sua gestione. Quale
sia la verità lo abbiamo chiesto direttamente all’interessato, Don Bernardino,
il quale ha smentito categoricamente questa versione dei fatti, adducendo a
motivo del trasferimento «una espressa richiesta formulata al Vescovo Don Luigi
Renzo di avere una parrocchia autonoma dopo ben tre anni di sacerdozio». Questa
la verità ufficiale, quindi, suggellata dal provvedimento del Vescovo, il quale
ha fatto coincidere l’esigenza del giovane sacerdote con quella di Don Cosma
Raso, fino ad ora a Dasà, appunto, di avvicinarsi a Calimera, dove vive
l’anziana madre. La fine perfetta di una storia imperfetta, e un po’ rumorosa. Comunque
stiano le cose, Don Bernardino definisce la sua esperienza all’oratorio di
Nicotera «estremamente preziosa». «Ho certamente ricevuto assai di più dai
ragazzi – afferma – di quanto abbia potuto dare». Anche il lavoro alla
parrocchia di Badia è stato estremamente producente per lui, e non solo.
Sebbene da “semplice” amministratore parrocchiale, come lui stesso si è
definito, ha avuto il modo e la capacità di far avvicinare moltissime persone
alla chiesetta di Badia. Quelle stesse persone che lo seguiranno a Dasà per
l’insediamento che avverrà oggi, alle diciotto e trenta, alla presenza del
Vescovo. Ciò a testimonianza di un sentimento di “reciproca attrazione
spirituale” tra Badia e il parroco. Si rifletta sul fatto che, dopo Don Francesco
Corso, negli anni cinquanta, Don Bernardino è stato il primo sacerdote di Badia
ad amministrare spiritualmente la piccola comunità. L’idillio, però, finisce
qui. Lasciando tracce fisiche oltre che spirituali. Il riferimento è alla
ristrutturazione della chiesa, avvenuta, rimarca il nostro, «grazie ad una
generosa elargizione di ben ventiquattromila euro da parte di Mons. Luigi Renzo».
«Somma – continua – che, unitamente ad altro denaro raccolto a Badia ed al
lavoro di generosi volontari, ha consentito di ristrutturare la parte superiore
della chiesa, con una stanza dedicata al nuovo sacerdote, una cucina ed
un’ampia sala dove sarà possibile riunirsi per discutere e anche per delle
conviviali». Erano più di trent’anni che quella parte della chiesa non veniva
interessata da lavori di alcun genere. E la ristrutturane è l’evidenza
materiale di un’innegabile rivitalizzazione anche spirituale della comunità,
senza nulla togliere al grande lavoro compiuto dal suo predecessore Don Mario
Dell’Acqua, per il quale il nostro nutre un’autentica e sincera ammirazione. Ma
si sa, l’energia dell’età ha il suo peso. In ogni caso Badia subirà, vedrà,
questo avvicendamento. Senza infingimenti un vero e proprio un fulmine a ciel
sereno. Perché per tutti Don Bernardino è stato ben più di un semplice
amministratore parrocchiale.
Francesco Tripaldi

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