venerdì 29 agosto 2014

Don Bernardino Comerci trasferito presso la parrocchia di Dasà.



Nicotera. Avvicendamento di sacerdoti nella parrocchia della frazione di Badia. Don Bernardino, infatti, lascerà per andare a Dasà. Alcuni rumors vorrebbero la sostituzione del giovane parroco, che reggeva anche l’oratorio “Don Staropoli” di Nicotera,  a causa di uno scontro con Don Francesco Vardè, della chiesa Concattedrale. Questo dissidio interno alla chiesa nicoterese sarebbe maturato ed esploso proprio all’interno dell’oratorio, asseritamente a causa di divergenze di idee sulla sua gestione. Quale sia la verità lo abbiamo chiesto direttamente all’interessato, Don Bernardino, il quale ha smentito categoricamente questa versione dei fatti, adducendo a motivo del trasferimento «una espressa richiesta formulata al Vescovo Don Luigi Renzo di avere una parrocchia autonoma dopo ben tre anni di sacerdozio». Questa la verità ufficiale, quindi, suggellata dal provvedimento del Vescovo, il quale ha fatto coincidere l’esigenza del giovane sacerdote con quella di Don Cosma Raso, fino ad ora a Dasà, appunto, di avvicinarsi a Calimera, dove vive l’anziana madre. La fine perfetta di una storia imperfetta, e un po’ rumorosa. Comunque stiano le cose, Don Bernardino definisce la sua esperienza all’oratorio di Nicotera «estremamente preziosa». «Ho certamente ricevuto assai di più dai ragazzi – afferma – di quanto abbia potuto dare». Anche il lavoro alla parrocchia di Badia è stato estremamente producente per lui, e non solo. Sebbene da “semplice” amministratore parrocchiale, come lui stesso si è definito, ha avuto il modo e la capacità di far avvicinare moltissime persone alla chiesetta di Badia. Quelle stesse persone che lo seguiranno a Dasà per l’insediamento che avverrà oggi, alle diciotto e trenta, alla presenza del Vescovo. Ciò a testimonianza di un sentimento di “reciproca attrazione spirituale” tra Badia e il parroco. Si rifletta sul fatto che, dopo Don Francesco Corso, negli anni cinquanta, Don Bernardino è stato il primo sacerdote di Badia ad amministrare spiritualmente la piccola comunità. L’idillio, però, finisce qui. Lasciando tracce fisiche oltre che spirituali. Il riferimento è alla ristrutturazione della chiesa, avvenuta, rimarca il nostro, «grazie ad una generosa elargizione di ben ventiquattromila euro da parte di Mons. Luigi Renzo». «Somma – continua – che, unitamente ad altro denaro raccolto a Badia ed al lavoro di generosi volontari, ha consentito di ristrutturare la parte superiore della chiesa, con una stanza dedicata al nuovo sacerdote, una cucina ed un’ampia sala dove sarà possibile riunirsi per discutere e anche per delle conviviali». Erano più di trent’anni che quella parte della chiesa non veniva interessata da lavori di alcun genere. E la ristrutturane è l’evidenza materiale di un’innegabile rivitalizzazione anche spirituale della comunità, senza nulla togliere al grande lavoro compiuto dal suo predecessore Don Mario Dell’Acqua, per il quale il nostro nutre un’autentica e sincera ammirazione. Ma si sa, l’energia dell’età ha il suo peso. In ogni caso Badia subirà, vedrà, questo avvicendamento. Senza infingimenti un vero e proprio un fulmine a ciel sereno. Perché per tutti Don Bernardino è stato ben più di un semplice amministratore parrocchiale.
Francesco Tripaldi

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